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Recensioni spoilerfree su libri che mi hanno particolarmente colpita. Have fun!

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Saigyō - I Canti dell'Eremo

Oggi parliamo di poesia. 

Ora, solitamente se pensiamo alla poesia giapponese ci verranno in mente gli Haiku, giusto? Le cinque-sette-cinque sillabe che sono divenute famose in tutto il mondo. 

E vorrei davvero parlare del più grande scrittore di Haiku della storia, Matsuo Bashō, e forse lo farò prima o poi. Parlerò di lui e di Akutagawa e di tanti altri scrittori di Haiku, in un'altra occasione. 

Ma in questo caso quando parlo di poesia, non mi riferisco agli Haiku. ma al Waka, la poesia classica composta da cinque versi e trentuno sillabe. Si dice che Amaterasu, la dea del sole, abbia inventato questo tipo di poesia. Ecco, questo per farvi capire quanto importante è. 

Ebbene, Saigyō è il più celebre e importante scrittore di Waka. 

 

Mi sono ritrovata a studiare questo autore mentre davo l'esame di filologia giapponese. E lì per lì, hey. è complicato, okay? tu hai delle frasi che solitamente riguardano capanne, e la solitudine, e forse dei cuculi, e sei stressato per l'esame a breve e non realizzi quanto può essere poetico. Mi dispiace, ma capisco la me del passato. 

E poi, mi ritrovo tra le mano i Canti dell'Eremo. Questa raccolta di poesie in cui ci sono anche quelle che ho studiato, e lo leggo tutto d'un fiato. riconosco il testo giapponese a fronte e mi dico, tutto questo mi è familiare. E sì, risveglia la mia curiosità. 

Quanto può essere romantica la storia di un samurai che lascia la spada per motivi ignoti, col fine abbracciare la via della rinuncia e della solitudine, e che tuttavia non riesce ad abbandonare i fiori di ciliegio e l'ammirazione della luna? 

Quanto è poetica l'immagine di quest'uomo che ha rinunciato a tutto nella sua vita, e che tuttavia non può lasciar andare il mondo fisico solo perché aspetta la primavera?

Ecco, questo è Saigyō. 

Tu, lettore, prenderai in mano i suoi waka e li leggerai, e sentirai sulla pelle il suo mutare di sentimenti, così come mutano le stagioni. Se leggerai le poesie sulla primavera sentirai solo calore. l'inverno è solitudine, l'autunno è malinconia, l'estate è la calma e i ricordi, ma la primavera? Per lui è amore. 

Aggiungerò solo una cosa, una piccola curiosa riflessione. A differenza di diversi poeti, Saigyō fa una cosa curiosa. Una cosa che a noi occidentali sembra normale, tuttavia. Senza neanche accorgermene, mano a mano che leggevo, mi sono resa conto che lui è uno dei pochi, se non unico, ad essere il protagonista delle sue poesie. 

Quanto è personale e intimo e bellissimo poter leggere una cosa del genere? 

Quanto potere hanno su di noi delle semplici trentuno sillabe?

 

Vi saluto, sperando che vi lasci qualcosa, con questo: 

Alla mia morte,                                                  Hotoke ni wa

Prego di offrire                                                  sakura no hana o

fiori di ciliegio,                                                   tatematsure

a chi vuole                                                         waga nochi no yo o

ricordarsi di me.                                                hito toburawaba

 

 

 

Baci, Aire

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