Recensioni spoilerfree su libri che mi hanno particolarmente colpita. Have fun!
Oggi parliamo di poesia
Ah, non sono un'esperta. Mi sono sempre occupata di più di narrativa, credo che sia perché se leggo poesia poi ci penso per giorni, e mi distrae. E' qualcosa che per me va preso a piccole dosi. Di recente ho letto un libro chiamato Japanese Death Poems, e ho avuto le lacrime agli occhi dalle prime pagine... probabilmente sono un animo sensibile
Ma non potevo esimermi dal leggere I Fiori del Male. Non ho la capacità di leggerlo in lingua originale, mi è dispiaciuto. Sono sicura che sarebbero versi ancora più impressionanti, ma tant'è. Quello che ho letto mi è bastato per farmi un'idea.
E la mia idea è che ho un rapporto problematico con lui.
Se sto usando questa recensione per sfogarmi? Forse. Non giudicatemi.
Ha uno stile di scrittura, un modo di poggiare la penna... a volte vorrei smettere di leggere. E' qualcosa di così profondo e punta a una serie di pensieri che tu non vorresti avere in realtà. Il problema e che mi ha fatto rimanere incollata alle piccole paginette del mio tascabile.
Eppure, a volte era così... era troppo. E dovevo chiudere il libro, ma continuavo a pensarci. Ti fa rimanere per un po' nel mondo Baudelaire.
Il fatto è che aspetta con così tanta trepidazione la morte. Così tanto che a volte è grottesco, a volte così bello che provi quello che... mi viene in mente quel detto, quel modo di dire. Il richiamo del vuoto. E' sempre una parola francese, di quando sei in un momento di potenziale pericolo, e pensi per un momento di buttarti. Di farlo. Perché no? l'appel du vide.
Ecco. Per me Charles Baudelaire è l'appel du vide.
Akutagawa Ryunosuke una volta disse che la vita non vale un solo verso di Baudelaire.
Non ho la presunzione di poter dire che l'ho capito. Che ho capito il suo desiderio, la sua frenesia di scrivere. No...Non credo di averlo capito. Ma ho amato tante sue poesie.
Leggetelo se vi va