Recensioni spoilerfree su libri che mi hanno particolarmente colpita. Have fun!
Salve!
Oggi parliamo di un autore che non ho ancora portato in questo blog. Una grave mancanza, lo ammetto. E' uno degli scrittori probabilmente più tradotti all'estero, quindi per chi ha come passione la letteratura giapponese è sicuramente qualcuno di popolare. E' anche stato uno scrittore molto prolifico, ammettiamolo. Moltissimi conoscono Jun'ichirō Tanizaki.
E, cielo, potrei riempire intere pagine su di lui. E' molto interessante e potremmo star qui a disquisire per ore, sulla sua predilezione per temi contenenti il sadomasochismo, il feticismo, la donna bella e crudele nelle sue opere, le descrizioni mai ridondanti ma sempre presenti sul sesso... beh, sicuramente temi che prendono, vero? Che catturano l'attenzione di un qualsiasi lettore, in un modo o in un altro. E quindi potremmo parlare di tantissimi suoi capolavori: La chiave, ma anche L'amore di uno sciocco, o Vita Segreta del Signore di Bushu (più impegnativo, lo ammetto, ma altrettanto scabroso).
E forse prima o poi lo farò. Temo, tuttavia, che la trasposizione in film di Tinto Brass de "La Chiave" abbia già fatto, uhm, la sua parte nel presentare l'erotismo, e forse qualcosa in più, nei suoi racconti. Ragion per cui è conosciuto il nostro Tanizaki. Tanto conosciuto che persino i miei genitori hanno alzato un sopracciglio, sapendo che leggevo qualcosa di così "colorato". Parole loro.
Per questo, concentriamoci su altro.
Parliamo di un altro tema a lui ugualmente caro. Parliamo di questo libro, La Morte d'Oro (forse non altrettanto caro), ancora una volta commentato da Yukio Mishima, di cui ho già largamente parlato.
E qui parliamo dell'estetica, della bellezza del corpo, della prestanza e perfezione propria dell'uomo, arrivata tanto all'apice, che l'unico modo per preservarla non è altro che la morte. Non è mia intenzione fare spoiler. E' qualcosa che dovete gustarvi, sino all'ultima parola.
Voglio solo collegare questo edonismo a un mio altro caro autore.
A Oscar Wilde, che Tanizaki conosceva bene, probabilmente sarebbe piaciuta una cosa del genere. Si, probabilmente sì. Anzi, visto che non sto nella mente di Wilde, ci mancherebbe altro, diciamola in un altro modo- A chi ha letto Wilde, hey, questo potrebbe non essere male per te.
Eppure, questo racconto non compare nell'opera omnia di Tanizaki. E' qualcosa che ha tenuto nascosto. Che ha rifiutato. Che ha evitato, perché contiene un messaggio troppo forte. L'apice della bellezza... lui si rifiuta di pensare che il culmine della perfezione possa essere La Morte d'Oro. Sceglie qualcos'altro, per se stesso. Che abbia deciso la sua strada da seguire, il suo ideale, dopo questo libro?
Ciò che posso dirvi è che mi ha colpito. Mi ha lasciato qualcosa. Sono rimasta catturata dal mondo dorato di Tanizaki. Spero che catturi allo stesso modo anche voi.