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Recensioni spoilerfree su libri che mi hanno particolarmente colpita. Have fun!

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Enchi Fumiko - Onnamen

Perché vorresti leggere questo libro, mi chiedi?

Perché cominci per la trama, e poi rimani perché ne sei incantato.

 

Nel momento in cui scopro questa autrice - beh, sto studiando letteratura giapponese, ho un esame a giorni, devo ricordarmi a menadito la sua vita, la sua data di nascita e morte, devo ricordarmi il titolo delle sue opere e la trama di ognuna e penso, hey, posso farcela. L'ho fatto con i precedenti venticinque autori, potrò anche con lei.

Ebbene, mi ritrovo a leggere il riassunto di Onnamen. E non ci capisco nulla. E' solo un ammasso di nomi, penso, proviamo a fare un albero genealogico? Sarà utile?

Spoiler, non lo è.

Quindi io confusa quasi voglio che mi venga chiesta Enchi Fumiko, così almeno potrò chiedere delucidazioni. Mostrerò il mio sudato albero genealogico come dimostrazione che hey, io ci ho provato.

E invece no, non mi viene chiesto. e io lì, eh, testarda che mi dico, no, non ci posso pensare che non so di cosa parli sto libro.

Così lo ordino, e quando trovo il tempo inizio a leggerlo. Come una grande parte dei romanzi della letteratura giapponese, non ha bisogno di essere particolarmente lungo. No, sono poche pagine, duecento contando l'introduzione alla vita e opere della scrittrice.

E da lì conosco meglio Fumiko. La sua vita, viene chiamata una scrittrice proto-femminista, che da una voce alle donne giapponesi prima ancora che loro sappiano di volerla.

Scopro della sua passione per il Genji Monogatari, scopro la sua passione per il teatro... ovviamente, cose già studiate, ma è meglio quando lo leggi dall'introduzione.

E poi, poi cominci a leggere. E la trama è semplice, sul serio. Manca di azione, non devi seguire i personaggi, loro sono lì e parlano tra di loro, e ti svelano, svelano, svelano.

E sapete cosa? Non vi parlerò della trama. Non voglio. Non posso fare questo a Enchi Fumiko. Trovo solo affascinante la sua visione... dei suoi personaggi. Ognuno ha un suo obiettivo, ognuno è una marionetta, ognuno è una vittima ma poi, guarda. Anche chi tira i fili lo è. Solo che è bravo a celarlo.

 

Non parlerò di Mieko, la bella algida signora, non parlerò di Yasuko. Non parlerò dei pretendenti, nè di Akio, né di Harume, nè della vecchia Yu.

No. Chi mi ha affascinata è stata Sadako.

Ricordatevi questo nome. Sadako. Quando leggerete Onnamen.

Che donna meravigliosa è. Piena di dignità, che me l'ha fatta rispettare.

Come Mieko che si paragona alla dama Rokujō del Genji, così a mio parere, sapete. Credo che Sadako possa essere Akashi. Meritevole di essere una compagna a vita, anche se seconda, anche se ha solo una piccola parte, eppure graziosa, e amabile. Eppure, eppure, che ricorda in qualche modo lo spirito vendicativo di Rokujō . Non è affascinante?

L'unica capace di uscire vittoriosa da questa catena di vittime, con una sola domanda, una sola. Non ve la dirò. Leggendo quella frase ho sentito sulla mia pelle la soddisfazione, il pacato trionfo di Sadako, ed è stato meraviglioso.

 

E così, ora ho capito la trama di questo libro.

E quando l'ho capita, sono andata a cercare le maschere del teatro no, per dare una figura a ciò che potevo solo immaginare. E dopo, dopo mi sono messa a scrivere.

Perché avevo bisogno di condividere tutto questo.

Grazie per chi leggerà questo blog, e per chi leggerà Onnamen

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