Recensioni spoilerfree su libri che mi hanno particolarmente colpita. Have fun!
Oggi parliamo del mio scrittore giapponese preferito.
Ebbene sì. Non ho intenzione di fare spoiler di alcunché dei suoi racconti, perché... perché vi toglierei qualcosa. Vi priverei di tutta una sorpresa, un pensiero, che dovreste scoprire da soli.
Il mio primo pensiero è stato, okay. Mi ricorda in parte Dazai. Abbiamo già parlato di Dazai, del senso di decadenza, ricorderete tutto questo. D'altronde, è anche giustificabile. Nonostante siano due autori che hanno avuto un diverso background culturale, entrambi sono scrittori, entrambi hanno tentato il suicidio non una, ma diverse volte, entrambi, a leggere le loro opere, hanno a cuore una certa estetica.
Eppure, eppure c'è differenza, te ne accorgi mano a mano che continui a leggere Akutagawa, i suoi racconti brevi, i suoi manoscritti pseudo autobiografici.
Quella differenza la senti in gola. Perché quando leggi un racconto di Akutagawa, mano a mano che vai avanti senti una sensazione, come quella di soffocare. Con Osamu Dazai rimani a galla, c'è questo umorismo, questa ironia, questa... forse lontananza, che ti fa galleggiare. Con Akutagawa invece.. senti delle dita intorno al collo che non si serrano, quello no, ma che premono, gentilmente.
Perchè ogni parola, ogni singola parola lui te la fa sentire, ti trascina dentro la sua orbita, dentro il suo mondo, dentro la sua vita. Così, persino quando descrive delle mani di donna che si serrano su un fazzoletto, è come se tu avvertissi quella stretta.
Credo che chiunque vorrebbe, con un po' di timore, avvicinarsi ad un suo romanzo, per sentire anche lui quella stretta, quella presa sul collo.
Nell'edizione che ho comprato c'è anche una postfazione di Mishima Yukio. Ho prestato molta attenzione alle sue parole. Mi è piaciuta. Quando parla del suicidio dell'autore, mi è rimasta impressa una frase
"Akutagawa ha scelto di suicidarsi perché così gli garbava"
Affascinante, non credete? Va oltre il coraggio o la stupidità di un tale gesto. Nelle mani di Akutagawa diventa una semplice scelta, normalizzata e resa comune. Affascinante, come dicevo.
Non credo di aver reso appieno quanto per me sia intrigante e allo stesso tempo, quasi inquietante, l'immagine che ho nella testa di questo scrittore, chino sulla sedia con troppo caffè e tabacco.
Nel caso appunto, non gli abbia dato giustizia, vi prego di leggere i suoi racconti.